Energia solare: vantaggi e svantaggi del progetto Desertec

Il progetto punta a soddisfare entro il 2050 il fabbisogno energetico dei paesi sahariani ed il 15% del fabbisogno europeo. Senz’altro un obiettivo ambizioso, ma da dove nasce?

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Far diventare il sole del deserto del Sahara una fonte di energia anche per l’Europa. Questo è l’obiettivo di Desertec, progetto nel 2008  su iniziativa di alcune società tedesche (Munich Re, Siemens, Deutsche Bank, E.On, Rwe ) ed allargato da qualche mese ad alcune aziende francesi, spagnole ed italiane (Enel Green Power, Terna, Italgen).
Il progetto punta a soddisfare entro il 2050 il fabbisogno energetico dei paesi sahariani ed il 15% del fabbisogno europeo. Senz’altro un obiettivo ambizioso, ma da dove nasce? Dalla considerazione che, come spiega il fisico Gerhard Knies, supervisore scientifico di Desertec: “ nell’intero deserto, in sei ore, l’energia disponibile nello spettro solare è sufficiente per sopperire al fabbisogno annuale del pianeta “.
Ma come fare per ragfgiungere questi traguardi? L'idea è quella di produrre energia elettrica con varie forme di energie rinnovabili: l’eolica, il fotovoltaico ed il solare termodinamico a concentrazione. Non solo. Per trasportare l’energia verrà anche creata una rete paneuropea per connettere le due sponde del Mediterraneo
Ma c'è chi non è d'accordo. Secondo uno studio condotto dal Centro aerospaziale tedesco (Dlr) alla base del Desertec ci sarebbe un iinvestimento troppo cospicuo che si aggira intorno ai 400 miliardi di euro. Non sarebbe meglio investire una tale cifra nella costruzione di impianti fotovoltaici domestici che, tra l'altro, non comporterebbero la costruzione dei cavi per trasportare l’energia in Europa? Inoltre come sappiamo il fotovoltaico ha costi di manutenzione più bassi, poiché l’impianto è privo di parti meccaniche in movimento e di circuiti fluidodinamici. Ma non è tutto. Anche l’obiettivo del raggiungimento della copertura del 15% entro il 2050 del fabbisogno europeo sembra azzardata: in quella data l’eolico ed il fotovoltaico in Europa avranno raggiunto una quota significativa. E allora perchè pensare al deserto del Sahara?

 
Ovviamente il progetto ha dalla sua anche numerosi vantaggi. Le centrali termodinamiche permettono l’uso di energia anche nelle ore notturne. Infatti l’uso massiccio del fotovoltaico richiederebbe sistemi di pompaggio in Europa per l’immagazzinamento con una maggiore quantità di linee elettriche. L’uso di corrente continua ad alta tensione ( HDVC ), limita la perdita legata alla trasmissione del 3% per ogni1000 km. Nella regione del Nord Africa ( MENA ) la radiazione solare è circa il doppio di quella del Sud Europa, cosicché la perdita della trasmissione che si aggira sul 10%-15% viene compensata. Inoltre le variazioni stagionali sono minori rispetto all’Europa. Si tratta di centrali  già utilizzate in alcune parti del mondo anche se non ancora in larga scala. Anche le linee di trasmissione HVDC fino a 3 GW sono già state utilizzate da ABB e Siemens. Ma non tutto. Altro vantaggio non trascurabile sta nella assenza nel Sahara di vincoli paesaggistici e di terreni agricoli.
Se le centrali termodinamiche venissero costruite nel deserto, sfruttando le economie di scala che ne deriverebbero, il costo scenderebbe a 4-5 eurocent/kWh, poiché attualmente il costo è di 5 o 6 volte superiore alle altre fonti. Inoltre c’è da considerare il fatto che il costo dei combustibili fossili salirà e che quello delle fonti rinnovabili scenderà, oltre ad un calo dei costi dei materiali che serviranno per costruire le centrali.
E ancora. Con la messa in opera del Desertec i Paesi sahariani avrebbero un aumento interno della domanda di energia e un enorme sviluppo delle rinnovabili. Ci sarebbero inoltre i ricavi derivanti dall’esportazione di energia, la creazione di posti di lavoro specializzata ed infine il consumo di meno combustibili porterebbe ad una riduzione di CO2. E poi non bisogna dimenticare che l’uso dell’energia solare, a differenza delle altre tipologie energetiche, comporta l’assenza di concorrenza e di conflitti per l’acquisizione delle risorse. A proposito di conflitti, Paul van Son, presidente della Desertec Industrial Initiative (DII) sostiene che il il programma potrà ricevere nuovo impulso proprio dai nuovi assetti politici che si stanno consolidando in Africa. I cambiamenti in corso - ha detto van Son - determineranno condizioni più favorevoli per "un nuovo partnerariato energetico con i Paesi del sud del Mediterraneo"
FONTE : http://www.greenbiz.it/efficienza/energetica/1848-enegia-solare-vantaggi-e-




Link diretto : http://www.pagineecologiche.it/Energia_solare_vantaggi_e_svantaggi_del_progetto_Desertec.html
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